Annabella Vita

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Ho finalmente completato il mio primo “reportage” da inviata nell’universo Virgin Active. Alt, no fermo. Non me la tiro da giornalista, no. Per quello ci ho messo due virgolette grosse come canotti!

Mi aveva troppo incuriosito questo corso di Ladies Sensual Training ed ero andata a un paio di lezioni al Villaggio Virgin Active Bicocca. L’atmosfera divertente, le persone simpatiche… insomma mi ero portata il cellulare e avevo fatto dei piccoli video. Ora li ho messi in ordine in una playlist (mi hanno anche aiutato a taggare eh, fa fico oggi dire taggare eh?) sul mio canale youtube.

Premesso che la mia voce… non mi piace, ma dicono che capita a tutti all’inizio, sono curiosa di sapere che ne pensate. Del corso, non di me!! Io e i tacchi alti abbiamo un rapporto di amore-odio reciproco, ma ora sta migliorando molto sapete? Qualcuno mi ha anche invitato a una pazzissima Corsa sui tacchi a spillo .

Si vincono 6 paia di Manolo Blanhik non so se mi spiego. Ma lo sponsor è … un cerotto.

Esattamente questo sono i tacchi alti per me. Questi due estremi. L’eterna tentazione di sentirsi un sacco (più) figa da un lato e la paura di schiantarsi giù e farsi male, dall’altro. Con in mezzo tutte le varianti: oddio non sto in piedi, oddio come sono ridicola, oddio vi prego ridatemi le ballerine, oddio mi è rimasto il tacco conficcato nelle rotaie del tram eccetera.

Tornando a Ladies Sensual Training…  nella mia playlist trovate un po’ di tutto. Filmati di noi ragazze che balliamo e camminiamo con tanto di tacco. Intervistine alle mie compagne di corso e alle nostre istruttrici. Va da sé che quando c’è Ladies Sensual Training, oltre il vetro della sala è tutto un passeggio apparentemente casuale di signori giovanotti e signori uomini che casualmente… come dire… buttano l’occhio. Va da sé che il pubblico non ci dispiace, a noi. Perché alla fin fine si impara a stare sui tacchi per camminare nel mondo, serene e femminili e consapevoli, davanti a un pubblico, casuale o meno che sia. E io e le mie compagne di corso ci stiamo dando dentro a tirar fuori -ognuna secondo la propria personalità- portamento, sensualità e femminilità queste caratteristiche (queste armi affilatissime…) che a volte troppo spesso ci dimentichiamo di possedere, o che non sappiamo come usare…

E tu? Tu come cammini sui tacchi?

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Gli esami non finiscono mai: superata sabato pomeriggio la prova costume, con relativa buona iniezione autostima.

Benedico lo specchio che è stato giudice imparziale, il mio occhio che è stato complice ma tutto sommato  leale.

Mando a quel paese e moolto volentieri spernacchio il rotolino bastardo, che premiando i miei sforzi, non si è fatto vivo.

Rotolinoooo: PRRRRRRR!

Grazie a chi mi ha pensata mandandomi la sua positive energy!

Ebbene sì, anche quest’anno è arrivato il momento. Sembra ieri che era capodanno… la neve… le vacanze e ora qui si riacchiappa l’estate con tutto ciò che comporta. Compreso il momento fatale della prova costume. Il giorno in cui ti presenti davanti al tuo specchio vestita del tuo solo bikini, quello che ti stava meglio un’estate fa, e chiedi al tuo sguardo critico riflesso il certificato di ammissione all’estate.

Il giorno in cui ogni battaglia e scaramuccia anti rotolino è conclusa: ora si tratta dell’esito dello scontro finale.

Dopo qualche settimana di buoni propositi, di scale a piedi, di bicicletta tutte le volte che si può, di passeggiate in pausa pranzo, di gelati saltati, carote sgranocchiate in ufficio ecc. E non vi crediate che una che lavora dentro e fuori una, dieci, cento palestre  (tra l’altro pure l’indice di massa corporea mi sono misurata sul nostro sito) solo per questo fatto sia in pace coi suoi fianchi e relative imperfezioni… Oh no, non crediate. Perché poi se una è golosa come lo sono io, il rotolo è sempre lì, bastardamente in agguato. E lo specchio cancella rotoli nemmeno esiste. E nemmeno servirebbe ora che ci penso…

Perché come diceva Marta “maggio è il mese delle rose, della mamma, della madonna e delle… madonne davanti allo specchio!” Ma lei ha sbagliato, Marta, a farla diluita nel tempo la prova costume, prima il pezzo sopra e dopo una settimana lo slip. A farla con un costume nuovo di zecca… Marta, mia giovane collega… proprio tutto ti devo spiegare? Marta no, non chiedermelo più: noi non siamo tipe da quadranga. Non in questa vita, almeno. Forse in un’altra in cui non avranno inventato i gelati!

Quindi per non farla troppo lunga: sabato pomeriggio pensatemi e beneditemi.

Sola a casa, a las cinco de la tarde, l’ora del duello col proprio destino, vestita solo del mio bikini rosso fiorato di Calzedonia, affronterò lo specchio.  

 

Grazie ad Aldoaldoz per,  la foto!