Annabella Vita

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A volte d’estate in città capita, che esci la sera e poi stai fuori anche la notte. Quasi tutta. E al mattino hai un grosso mal di testa, ma sei felice.

Capita.

Parlare in una macchina davanti a un portone ed alle quattro e mezzo fare colazione con i cornetti caldi e il caffelatte 

Capita.

la notte fa il suo gioco e serve anche a quello a far sembrare tutto, tutto un po’ più bello.  

Ho finalmente completato il mio primo “reportage” da inviata nell’universo Virgin Active. Alt, no fermo. Non me la tiro da giornalista, no. Per quello ci ho messo due virgolette grosse come canotti!

Mi aveva troppo incuriosito questo corso di Ladies Sensual Training ed ero andata a un paio di lezioni al Villaggio Virgin Active Bicocca. L’atmosfera divertente, le persone simpatiche… insomma mi ero portata il cellulare e avevo fatto dei piccoli video. Ora li ho messi in ordine in una playlist (mi hanno anche aiutato a taggare eh, fa fico oggi dire taggare eh?) sul mio canale youtube.

Premesso che la mia voce… non mi piace, ma dicono che capita a tutti all’inizio, sono curiosa di sapere che ne pensate. Del corso, non di me!! Io e i tacchi alti abbiamo un rapporto di amore-odio reciproco, ma ora sta migliorando molto sapete? Qualcuno mi ha anche invitato a una pazzissima Corsa sui tacchi a spillo .

Si vincono 6 paia di Manolo Blanhik non so se mi spiego. Ma lo sponsor è … un cerotto.

Esattamente questo sono i tacchi alti per me. Questi due estremi. L’eterna tentazione di sentirsi un sacco (più) figa da un lato e la paura di schiantarsi giù e farsi male, dall’altro. Con in mezzo tutte le varianti: oddio non sto in piedi, oddio come sono ridicola, oddio vi prego ridatemi le ballerine, oddio mi è rimasto il tacco conficcato nelle rotaie del tram eccetera.

Tornando a Ladies Sensual Training…  nella mia playlist trovate un po’ di tutto. Filmati di noi ragazze che balliamo e camminiamo con tanto di tacco. Intervistine alle mie compagne di corso e alle nostre istruttrici. Va da sé che quando c’è Ladies Sensual Training, oltre il vetro della sala è tutto un passeggio apparentemente casuale di signori giovanotti e signori uomini che casualmente… come dire… buttano l’occhio. Va da sé che il pubblico non ci dispiace, a noi. Perché alla fin fine si impara a stare sui tacchi per camminare nel mondo, serene e femminili e consapevoli, davanti a un pubblico, casuale o meno che sia. E io e le mie compagne di corso ci stiamo dando dentro a tirar fuori -ognuna secondo la propria personalità- portamento, sensualità e femminilità queste caratteristiche (queste armi affilatissime…) che a volte troppo spesso ci dimentichiamo di possedere, o che non sappiamo come usare…

E tu? Tu come cammini sui tacchi?

 

Questo video scovato su friendfeed mi piace per una serie di motivi.

– Perché è ambientato in una palestra, che poi è dove lavoro io.

– Perché è misterioso e sexy, tanto che non lo mostrerei a mia mamma… senza qualche imbarazzo. (No, mamma non è  un Villaggio Virgin quello, stai tranquilla. No, mamma io non ci entro negli spogliatoi degli uomini. Come dici? Sì mamma, da noi ne abbiamo anche di più belli di questi uomini qua… ma io li vedo solo vestiti!). 

– Perché ha una musica grintosa e che fa crescere la suspance…

– Perché c’è una ragazza che va in palestra coi tacchi. Anche se… se ne libera subito, mentre ultimamente io ne ho conosciute alcune che se li mettono apposta per venirci, in palestra…

– Perché quando alla fine si svela (ma prima guardalo)… rivela un messaggio positivo e importante. D’amore, direi, liquido e universale…

– Ho solo una domanda: perché la protagonista dice di avere 23 anni… ma ne dimostra minimo 35?!?

Ebbene sì, da che sono online un po’ dappertutto me ne capitano di cotte e di crude, alcune decisamente divertenti e inedite.

Ieri, per dire, mi sono trovata, qui su FriendFeed, nel bel mezzo di una discussione tutta o quasi al maschile su alcune foto. Foto che ritraevano tutte dei “lati B” femminili. Bellissime foto, intendiamoci… tutte più o meno esplicite più o meno artistiche, tutte di cul... ops di sederi da competizione (non solo fotografica…). Di quei sederi che si vedono spesso (e che talvolta si invidiano un po’) lavorando come me nelle palestre. 

Siccome ogni cosa nella vita ha il suo perché, evidentemente era scritto da qualche parte che in questo modo avrei conosciuto l’espressione “Fossette di Venere”, che finora mi era sfuggita.

Grazie Lorena 🙂